“Lavoriamo con una visione sistemica”, espone Stéphane Carchon-Veyrier. “Vale a dire che presso Mots et maux de femmes, affrontiamo tutti gli aspetti che costituiscono il problema, lavorando sia sulla sensibilizzazione, sul lobbying attraverso proposte di legge, sulla ricostruzione fisica e psicologica, sul reinserimento abitativo. E poi attraverso diversi strumenti, come un pacchetto di sensibilizzazione destinato alle aziende, o ancora una piattaforma di aiuto internazionale”.
Un lavoro che si svolge a stretto contatto con diverse associazioni, per avvalersi delle competenze più ampie possibili, e anche per far conoscere i dispositivi esistenti, ad esempio il pulsante connesso Mon Shérif o ancora l'app The Sorority.
Con l'implementazione anche di una rete di 1.500 madrine attualmente in tutto il mondo, esperte nel loro campo, giuriste, avvocate, attrici, imprenditrici, per apportare le loro competenze, indirizzare se necessario e partecipare al lobbying.
"Beneficiamo dell'alto patrocinio del Parlamento europeo, con un riferimento al registro di trasparenza dell'Unione europea, dell'alto patrocinio dell'Élysée e di Matignon, e poi siamo doppiamente certificati ONU Femmes France”, menziona Stéphane Carchon-Veyrier. “Tante riconoscenze che ci fanno dire che siamo sulla strada giusta e che ciò che facciamo ha senso”.











