L’idea di creare Ohmyseason è nata da un incontro durante un soggiorno nel sud della Francia. Insieme al suo socio Pierre, proveniente dal mondo della ristorazione, Laura Krasniqi scopre una struttura che affronta difficoltà di reclutamento nonostante un’offerta allettante. "Ci proponeva di venire a fare una stagione con alloggio, vitto e lavanderia inclusi. Per noi era un’opportunità fantastica, ma lui ci spiegava quanto fosse difficile trovare personale stagionale", racconta.
Approfondendo l’argomento, i due imprenditori si rendono conto che il problema è tutt’altro che isolato. "Come lui, il 70-80% delle strutture del settore ha difficoltà a reclutare", spiega Laura Krasniqi. Tra i principali ostacoli: l’alloggio, ma anche la mancanza di soluzioni adatte a un lavoro che risponde a codici diversi rispetto all’occupazione classica.
"Un lavoro stagionale non è semplicemente un impiego. Si prende la valigia e si parte a volte per due, tre o sei mesi in un’altra regione. È un’esperienza da vivere", sottolinea la cofondatrice.
Con Ohmyseason, l’obiettivo è quindi rendere questi lavori "più semplici, più accessibili, più attraenti e soprattutto più sicuri". La piattaforma consente ai candidati di trovare tutte le informazioni essenziali: stipendio netto, condizioni di alloggio, ambiente di lavoro, possibilità di venire in coppia o con un animale. "Vogliamo dare ai candidati gli strumenti per sapere realmente dove andranno e in quali condizioni lavoreranno", precisa Laura Krasniqi.
Per le aziende, Ohmyseason supporta la creazione degli annunci, la loro diffusione e la selezione dei profili. La piattaforma si basa oggi su un bacino di oltre 200.000 talenti, di cui il 20-25% sono candidati internazionali.
Per Laura Krasniqi, il lavoro stagionale deve anche cambiare immagine. "Vediamo davvero i lavori stagionali come opportunità. Molte persone iniziano senza diploma, senza sapere esattamente dove vogliono andare, e poi evolvono progressivamente fino a diventare responsabili di struttura", spiega.
La piattaforma attira anche nuovi profili, in particolare persone in riqualificazione professionale o anziani che desiderano scoprire un nuovo territorio. "È un lavoro più mobile, più umano, che corrisponde alle nuove aspettative del mercato del lavoro", conclude Laura Krasniqi.











