“È il risultato di una volontà da parte del comune di fornire una risposta per le persone anziane in un territorio che, effettivamente, fino ad ora ne era privo”, spiega Alban Lachiver.
A Saint-Seurin-sur-Cadourne è stato realizzato un complesso di 2 edifici che possono ospitare da 8 a 12 abitanti, suddivisi in T1 o T1 bis. Ma la particolarità di queste abitazioni è che, accanto a questi alloggi individuali, è previsto uno spazio condiviso che consente agli abitanti di sviluppare una vita collettiva, un vivere insieme, per combattere l'isolamento e ritardare il più possibile la perdita di autonomia.
In un contesto globale di invecchiamento della popolazione, si nota una volontà sempre più marcata da parte delle persone anziane di rimanere a casa propria. L'abitazione inclusiva offre loro questa possibilità, beneficiando al contempo di legami sociali e di un progetto collettivo, pensato e realizzato dagli stessi abitanti.
"Un'abitazione inclusiva è un alloggio di diritto comune. Anche se la persona invecchia, anche se perde una parte della sua autonomia, potrà sempre esercitare i suoi diritti, le sue scelte, la sua volontà di agire e persino la sua volontà di rifiutare alcune cose”, spiega Alban Lachiver.
E l'abitazione inclusiva può anche rispondere a problematiche di natura finanziaria, offrendo luoghi di vita accessibili, considerando quanto alcune soluzioni possano risultare costose per le famiglie.
A Saint-Seurin-de-Cadourne, il progetto è stato realizzato in collaborazione con un ente di edilizia sociale, che offre così affitti molto contenuti, intorno ai 250-300 € al mese.
Oggi, ci sono 62 progetti di abitazione inclusiva che esistono o che esisteranno nel dipartimento della Gironda, e che permetteranno a un totale di 400 abitanti, di cui 130 persone anziane, di trovare un alloggio; una parte significativa di queste abitazioni inclusive è rivolta a un pubblico di persone con disabilità, per rispondere a un bisogno di accoglienza specifico.
“Nove nuovi progetti sono stati avviati nel 2024, ma speriamo che ce ne siano presto altri”, conclude Alban Lachiver.











