Tekman è nata oltre 15 anni fa con la ferma convinzione che il modello educativo avesse bisogno di evolversi. Il progetto è emerso dalla frustrazione nei confronti di un sistema che non sempre poneva gli studenti al centro. “L'innovazione che si studia all'università e nei centri di ricerca deve arrivare in aula; non può rimanere per strada”, afferma Del Pozo.
Il suo approccio propone di passare dalla semplice trasmissione di contenuti a metodologie attive che sviluppano competenze chiave e promuovono il coinvolgimento dello studente. Un cambiamento che per Tekman è possibile solo se gli insegnanti si sentono supportati.
Secondo Del Pozo, in ogni aula può esserci fino al 13% di studenti con bisogni educativi speciali o studenti che necessitano di supporti puntuali, e Tekman cerca di offrire risorse per affrontare questa diversità con una proposta che combina gioco, manipolazione ed emozione in tutte le fasi, oltre a strumenti per misurare i progressi sia accademici che in abilità come il pensiero critico o l'autonomia.











